Le sfrappole, il carnevale e le mille declinazioni

Le sfrappole, il carnevale e le mille declinazioni

Quando l’agenda è piena di impegni e ogni orario della giornata è occupato, la vita può sembrare un po’ monotona e schematica. Capita anche a noi qui a La Bottega di Orlando, in quei periodi in cui il lavoro è tanto e le scadenze sono imminenti. A tutti però vien voglia ogni tanto di uscire dagli schemi e liberarsi dalla routine, non è vero?

E pensare che questa esigenza la sentivano persino i nostri avi greci e romani, che per ribaltare ordine e gerarchie decisero di dedicare una giornata a tutto ciò che stava fuori dall'ordinario. Tramandata con il nome di Carnevale, la festività più stravagante dell'anno si è addobbata nel tempo di tradizioni, personaggi e… sfrappole.

La divina origine dei dolci di carnevale

Anch’esso inaspettatamente figlio di una storia che viene da molto lontano, il dolcetto tipico carnevalesco riconosce le sue origini in terra romana, proprio come la festa che gli ha dato lustro. Si pensa, infatti, che durante l’Impero fosse usanza friggere nel grasso pezze di pasta non a caso denominate frictilia.

Oggi presenti anche nella variante cotta al forno, forse più leggera nel rispetto della linea, le sfrappole si nutrono di un impasto che racchiude ingredienti semplici, come la farina, il burro, lo zucchero e le uova, in un gusto che di semplice lascia solo il ricordo.

Di regione in regione: cambia la maschera ma non la sostanza

Forse c’è qualcuno che non ha ancora capito di cosa stiamo parlando? Niente di più probabile. Questi dolcetti, infatti, prendono, come tante cose in Italia, non solo nomi ma anche abbinamenti diversi di regione in regione. Dalle più nordiche bugie alle meridionali frappe, le chiacchiere, così chiamate nella maggior parte dei casi, sono speciali per la nudità dell’accompagnamento allo zucchero a velo, ma diventano eccezionali nell’associazione golosa al cioccolato e mascarpone.

Non sorprendiamoci, allora, di imbatterci a Torino nel buon Gianduia che assieme alla moglie gusta una bugia bagnata del cioccolato da cui la maschera prende il nome; così come non deve apparire strano incontrare sotto i portici di una città che del cibo ne ha fatto una simbologia, il saputello dottor Balanzone che assaggia una sfrappola sporcandosi la giacca di zucchero a velo.

Amanti dell’irregolarità e della creatività senza schemi soprattutto in cucina, le sfrappole della Bottega di Orlando si friggono nell’atmosfera carnevalesca e si condiscono della raffinatezza fuori dagli schemi della farina biologica macinata a pietra Mulino Marino. Pronte per essere assaggiate, le frappe sassolesi hanno catturato persino il gusto del contadino rozzo e furbo che di nome fa Sansone...

Che dite, sapranno conquistare anche il vostro palato?

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